Un compito splendidissimo. La scuola elementare della Palermo post-unitaria. 5 maggio alle ore 17.00

Segnaliamo un webinar nell’ambito dell’iniziativa “Pedagogie dell’essenziale” in cui il professore Augusto Marinelli presenterà una sua ricerca in cui viene analizzata, sulla base di una documentazione prevalentemente inedita, la politica scolastica dell’amministrazione comunale di Palermo nell’età della Destra storica con particolare attenzione al problema della formazione, della condizione economica e sociale, dell’organizzazione, della provenienza geografica del personale insegnante. L’evento si terrà il 5 maggio alle ore 17.00 E’ possibile registrarsi gratuitamente al webinar tramite questo link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-pedagogie-dellessenziale-seminario-augusto-marinelli-149823691695?aff=ebdsoporgprofile

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Cassate per i Mille

I “veri storici” borboniani aprono continuamente nuovi orizzonti, nuove prospettive di ricerca, svelano crimini occultati per secoli e secoli. Chi aveva mai saputo, ad esempio, del saccheggio di Palermo da parte dei garibaldini subito dopo l’occupazione della città nel giugno 1860? A svelare il misfatto è però intervenuto sul sito “parlamentoduesicilie.eu” un signor Vincenzo Gulì, “coordinatore” di quel parlamento, comunicando che tale Giuseppe Scianò, intrepido ricercatore, avrebbe trovato la prova che il 9 giugno 1860 «il criminale Garibaldi» aveva accordato «ai barbari alle sue dipendenze il permesso di saccheggiare la città non più protetta dalle autorità regie». E il signor Gulì si duole delle sofferenze inflitte alla popolazione per ben tre giorni da «sciacalli venuti dal nord» e in particolare per le «scene strazianti» alle quali avrà di certo assistito il suo bisnonno omonimo, collaboratore di quel Salvatore Gulì, al quale va il merito storico di aver inventato la cassata.
L’accusa è talmente assurda che non vi presterebbe fede un bambino di prima elementare.

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Palermo 1815-1860. L’economia preindustriale di una ex capitale di Augusto Marinelli

In tempi di revisionismo storiografico e di nostalgismo neoborbonico, cui si deve una rappresentazione del sistema economico e dell’apparato produttivo del Regno delle Due Sicilie che lo colloca al livello dei paesi più progrediti industrialmente al confronto con gli stati preunitari della Penisola, il libro di Augusto Marinelli sull’economia della capitale dell’ex Regno di Sicilia (1815-1860), rifuggendo da semplificazioni e generalizzazioni, si colloca sul piano di un’analisi rigorosa dei fatti documentati, di tenore e merito assai lontani dalla tesi sopracitata.

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