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Questo sito si propone di offrire una divulgazione storica attendibile sul Risorgimento, con particolare anche se non esclusiva attenzione al rapporto fra Mezzogiorno e Risorgimento. Il Meridione d’Italia ha avuto infatti un ruolo decisivo nel lungo e complesso periodo storico che ha riportato all’Unità politica e giuridica la tre volte millenaria nazione italiana, per la prima volta dai tempi della caduta di Roma. Già nel “Settecento riformatore”, che funse da preparazione culturale in senso stretto ai successivi sviluppi politici e militari rivolti all’unificazione del popolo italiano, la classe intellettuale meridionale ebbe una parte preminente. L’esperienza della repubblica napoletana del 1799 segna inoltre un punto di partenza imprescindibile per i patrioti italiani che opereranno nel secolo XIX, mentre con Murat nel 1815 si ha il primo tentativo, dopo l’ultimo del secolo XVI ad opera di Venezia, di portare all’Unità politica d’Italia sotto un solo stato. Il cinquantennio compreso fra il 1815 ed il 1860 scorge al sud tre grandi rivolte patriottiche ed un’agitazione praticamente ininterrotta, a cui si aggiunge una elaborazione intellettuale di alto livello funzionale alla costruzione di uno stato italiano. È dal Meridione che provengono il giurista teorico dello stato nazionale, Pasquale Stanislao Mancini, e lo studioso che ha sottolineato l’unità culturale d’Italia nella letteratura, Francesco De Sanctis. La stessa riflessione storiografica sul Risorgimento ha visto succedersi grandi storici provenienti dal Mezzogiorno: Benedetto Croce con la sua ponderosa storiografia letteraria e narrativa, Gioacchino Volpe con la sua magistrale ricostruzione del lungo cammino verso l’Unità della nazione italiana, il massimo studioso del Risorgimento, ossia Rosario Romeo con la sua monumentale biografia su Cavour, Walter Maturi che ha saputo riassumere in modo incomparabile le diverse interpretazioni del periodo risorgimentale: poi ancora Fortunato, Salvemini, Scirocco, Galasso ecc.